Negli anni ‘60 un giovane ragazzo della middle class con il sogno di intervistare le rockstar chiede un piccolo prestito di 4 pounds alla mamma per finanziare un giornale locale. Può un gesto così piccolo cambiare il mondo? Ebbene si, quella piccola somma col tempo ha permesso al giornale di crescere e al giovane ragazzo di investire in un piccolo magazzino con l’idea di farne un negozio di dischi.

Quel giovane ragazzo è Richard Branson e quel negozio era soltanto il primo mattone di quello che tutti ora conosciamo come Virgin Group. Nato come un’etichetta discografica il marchio Virgin ha conquistato ogni mercato a partire dal settore dell’Ho.re.ca sino ad arrivare a quello dei servizi.

Ma bevande e palestre non sono il punto di arrivo: ora la Virgin, con la sua Virgin Galactic, è pronta a conquistare lo spazio, anzi, a farci conquistare lo spazio. Questa non è una storia di individualismo, del self made man che ce l’ha fatta.

Questa è una storia di collettività e di come un uomo stia tentando di rendere accessibile a chiunque il viaggio nello spazio.

Virgin Galactic cambia il mondo

Quando Armstrong posò per primo i piedi sulla luna, tutti nel mondo si sono resi conto che quel movimento aveva un valore collettivo.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”.

La stessa cosa si potrebbe dire per l’impresa di Virgin Galactic. La società spaziale nata nel 2004 ha effettuato il primo volo nello spazio. Niente di straordinario sembrerebbe, ora che il settore privato grazie a Elon Musk e alla sua spaceX ha conquistato pure la Nasa.

Ebbene, nonostante il settore aerospaziale stia facendo passi da gigante, la compagnia Virgin Galactic è riuscita a fare qualcosa di incredibile: il 18 Luglio 2021 grazie alla società aerospaziale di Branson, 5 persone -compreso lo stesso imprenditore- hanno compiuto il primo volo nello spazio. È stata la prima volta che dei privati cittadini hanno avuto la possibilità di superare l’atmosfera terrestre per un tour turistico dello spazio.

Come è andato il primo viaggio turistico spaziale?

La VMS Eve, la nave madre che trasporta l’aereo a razzo guidato da Branson, Beth Moses , Sirisha Bandla e Colin Bennett, ha acceso i suo motori sul suolo dello Spaceport America in New Mexico alle 8:30 ora locale.

Dieci minuti dopo il razzo ha preso il volo permettendo alla Unity guidata dai civili di staccarsi e cambiare il mondo raggiungendo l’altitudine massima di circa 53 miglia. Dopo qualche minuto trascorso nell’etere il razzo ha iniziato la sua traiettoria riuscendo ad atterrare alle 9:38, ora locale. Questa è stata quella che si dice un’ora che fa la differenza.

Le prospettive future

In seguito all’atterraggio Branson ha dichiarato:

“Ho sognato questo momento da quando ero un bambino, ma niente avrebbe potuto prepararmi per la vista della Terra dallo spazio. Siamo all’avanguardia di una nuova era spaziale”.

Un’era, secondo Branson, in cui ogni persona indipendentemente dall’età, dal sesso dall’etnia e dalla religione avrà libero accesso allo spazio..

Un intervento alquanto sognante e prematuro dal momento che per ora i voli spaziali hanno dei costi che sono accessibili soltanto ai miliardari( si parla di prezzi che non scendono al di sotto dei 250 mila dollari).

Di sicuro però, anche se non nel futuro prossimo, Richard Branson ci ha dato l’opportunità di poterci immaginare fluttuare dentro un razzo in assenza di gravità, non sappiamo ancora quando sarà possibile ma la certezza che accadrà ci permette già di cambiare prospettive, aprire nuovi scenari e darci nuove possibilità. È questo il piccolo tassello quasi impercettibile che fa la differenza e rende l’impresa di Branson un fatto collettivo e non individuale.

Due giorni dopo Branson è stata la volta della compagnia Blue Origin di Jeff Bezos a lanciarsi nello spazio per un’impresa simile. Il miliardario avrebbe mosso qualche critica al volo storico della Virgin Galactic affermando che il razzo non avrebbe sfiorato nemmeno i 100 km sul livello del mare.

Dopo la competizione tra USA e Russia per la conquista nello spazio, ora nel 2021 la lotta si fa accesa tra le compagnie private.

Di sicuro una sana competizione potrebbe accelerare i tempi e stimolare il raggiungimento dei nuovi traguardi ma è probabile che la cooperazione potrebbe garantire ancora più successi.

D’altronde lo stesso Elon Musk, padre di SpaceX ha acquistato un biglietto per uno dei prossimi voli suborbitali di Virgin Galactic, che sia il primo segnale di una nuova prospettiva maggiormente solidale?

Speriamo!

Articolo di Eleonora Orrù